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Autore  Il cestino   Presti-culato? 
Realista
Dott. Gran Duc. Figl di putt
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MessaggioInviato: Venerdì 02 Ottobre 2009 12:35    Oggetto: Presti-culato?

Prestigiacomo indagata per peculato
L'accusa: acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile con la carta di credito del dicastero

Stefania Prestigiacomo (Ap)
ROMA - Il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo è indagata dalla procura di Roma per l'ipotesi di reato di peculato in relazione a presunti acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile fatti utilizzando una carta di credito del dicastero della quale è titolare. L'iscrizione costituisce un atto dovuto in quanto gli inquirenti dovranno accertare se tali eventuali acquisti siano stati per motivi personali ovvero per ragioni istituzionali. Ed è proprio questo il quesito posto dagli inquirenti di piazzale Clodio ai colleghi del Tribunale dei ministri ai quali il fascicolo processuale è stato trasmesso per competenza.

INTERCETTAZIONI - L'indagine è scaturita da alcune intercettazioni telefoniche compiute dalla guardia di Finanza di Firenze su un altro procedimento giudiziario. Nei colloqui telefonici in questione due persone, tra cui un funzionario del ministero, accennerebbero a presunti acquisiti fatti dal ministro Prestigiacomo. Da qui l'invio alla procura di Roma di una informativa a riguardo e l'apertura di un fascicolo processuale per verificare se dietro ai colloqui captati dalla fiamme gialle si ravvisino fatti penalmente rilevanti.

LA REPLICA: MAI USATA PER MOTIVI PERSONALI - «Non ho mai usato la carta di credito del ministero per motivi personali»: questa la replica del ministro Prestigiacomo. «Gli estratti conto e tutta la documentazione relativa alle spese ministeriali sono a disposizione degli inquirenti e lo sono sempre stati. Nessuno - ha affermato il ministro - le ha mai consultate. Potevano esaminarle e fare ogni verifica prima di accusarmi di peculato sulla base di una intercettazione telefonica tra due persone di cui una indagata e l'altra interna al ministero. Sono profondamente nauseata e sconcertata, e chiedo sia fatta piena luce su tutta questa vicenda. Sono pronto a querelare - ha concluso il ministro Prestigiacomo - chiunque metta in discussione la mia onestà».


01 ottobre 2009 da corriere.it
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MISGARR
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MessaggioInviato: Sabato 03 Ottobre 2009 16:25    Oggetto:

Biografia Prestigiacomo
Figlia di imprenditori siracusani. Sposata con Angelo Bellucci, notaio, coordinatore provinciale di Forza Italia, nel 1990, a 23 anni, è stata eletta presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Siracusa. Prima di entrare in politica, votava per la Democrazia Cristiana, e per lo zio Santi Nicita, ma, allo stesso tempo, era pure vicina a molte battaglie del Partito Radicale.

La sua esperienza politica, avanzata anche sulla scia del coniuge, si apre con l'esordio del nuovo movimento politico di Silvio Berlusconi, Forza Italia, nel 1994. Alle elezioni politiche di quell'anno, infatti, la Prestigiacomo viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista proporzionale del partito. È stata componente della Commissione Lavoro Pubblico e Privato, componente della Commissione Speciale per l'infanzia e membro supplente del Consiglio d'Europa e dell'UEO.

Due anni dopo, alle elezioni del 1996 è stata rieletta alla Camera, stavolta col sistema maggioritario, nel collegio uninominale di Siracusa. In questi anni, governati dalla coalizione opposta, ha ricoperto l'incarico di vicepresidente del gruppo parlamentare di Forza Italia a Montecitorio, di componente della commissione Lavoro Pubblico e Privato e di membro del gruppo interparlamentare Italia-Spagna.

La sua carriera di deputato prosegue anche alle successive elezioni del 2001, quando si aggiudica nuovamente il seggio nel collegio di Siracusa con il contrassegno della Casa delle Libertà: il premier Berlusconi la sceglie come ministro per le Pari Opportunità, incarico mantenuto sino al 2 maggio 2006 con la fine del Governo Berlusconi III. È stata tra i più giovani ministri della storia della Repubblica.

Nel corso dei cinque anni da ministro, Prestigiacomo si è battuta nel 2005 a favore dei referendum sulla procreazione assistita e dell'introduzione delle cosiddette "quote rosa" nella legge elettorale del 2005 per garantire la rappresentanza femminile in Parlamento. In entrambi i casi è uscita sconfitta.

Viene eletta nella circoscrizione Sicilia 2 alla Camera, sia nel 2006 (XV Legislatura) sia nel 2008 (XVI Legislatura). Dal 8 maggio 2008 è Ministro dell'Ambiente, nel Governo Berlusconi IV.

Nell'ottobre 2009 viene indagata dalla procura di Roma per l'ipotesi di reato di peculato in relazione a presunti acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile fatti utilizzando una carta di credito del dicastero della quale è titolare.

Attività Imprenditoriale
È titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papà Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia.

La Fincoe è proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%.

La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente [size=24]fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose.
3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito.

Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.

La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite.

Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio.
Il maxiemendamento del precedente governo Berlusconi che escluse dalla punibilità i reati tributari e quelli connessi al loro occultamento, permisero alla Procura siciliana di avviare un'indagine per bancarotta poiché nel 2003, l’allora presidente Ciampi non firmò la tanto agognata amnistia.
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MessaggioInviato: Domenica 18 Ottobre 2009 6:00    Oggetto:

Grazie Misgarr.

Per la serie..... HO DETTO TUTTO!

POVERI NOI!! Sad
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